martedì 27 marzo 2018

COME VALORIZZARE LA TUA CASA PRIMA DELLA VENDITA


Siamo appena entrati nella stagione più interessante per coloro che stanno pensando di vendere la propria casa, la Primavera! La natura si risveglia dal lungo letargo invernale, così come le persone escono dallo stato di torpore in cui versano durante la stagione più fredda dell’anno. Statisticamente da Primavera in poi, con le giornate che si allungano, col sole che tramonta tardi, coloro che stanno cercando una casa, sono più invogliati ad intraprendere decisioni importanti, come di solito può essere l’acquisto di una casa. Da non sottovalutare la tempistica necessaria per vendere un immobile, visto che dalle ultime notizie, la media su base nazionale, parla di un tempo medio per vendere il proprio immobile, di 7,7 mesi, con qualche eccezione nelle grandi città. Peraltro è bene ricordare, che dagli ultimi dati pubblicati relativi all’anno 2017, per quanto riguarda il settore residenziale, anche se i prezzi sono in calo dell’1,15% rispetto all’anno precedente, le compravendite sono in aumento del 5,1%. Possiamo quindi notare un rallentamento della discesa dei prezzi, ma un aumento del numero di immobili venduti a livello nazionale. Partendo da una valutazione coerente con l’attuale fase di mercato, possibilmente fatta da un Professionista del settore, come può essere l’Agente Immobiliare, vediamo come e, se si può, cercare di tamponare le perdite, soprattutto se si è acquistato un immobile, nel periodo più florido per il mercato immobiliare.


Preparare l’immobile per la vendita

In questo momento, sul mercato c’è molta offerta, in particolare di immobili usati, ma soprattutto, c’è una fetta molto importante di immobili presentati male e fuori prezzo! Nel momento in cui si decide di mettere in vendita un appartamento o una casa, è fondamentale cercare di essere neutrali, guardare l’immobile con occhio critico, cercando di capire come fare breccia sul potenziale acquirente. Io, da sempre sostengo che sarebbe consigliabile affidarsi ad un Home Stager qualificato, il quale con pochi accorgimenti, potrà valorizzare il vostro immobile, riuscendo magari a farvi recuperare parte del capitale investito al momento dell’acquisto, qualora questo fosse avvenuto in un momento di mercato con valori più alti. Se proprio non siete dell’idea di affidarvi ad un Home Stager, il mio consiglio è di controllare ogni particolare, dagli infissi, magari rovinati, ai pavimenti ed alle pitture sulle pareti. Questi aspetti non sono assolutamente da sottovalutare, in quanto potrebbero farvi recuperare fino al 10% o 15% in più del probabile valore di mercato. E’ consigliabile rendere l’immobile il più neutro possibile, in modo tale da fare sentire il potenziale acquirente a proprio agio nella visita, in quanto le eccessive personalizzazioni, il più delle volte tendono ad allontanare il cliente dal prendere una decisione positiva verso l’immobile oggetto di vendita. Quindi, via quadri, suppellettili vari, dare tinte neutre alle pareti e soprattutto profumare sempre gli ambienti prima di ogni visita, senza dimenticare di far vedere l’immobile negli orari dove si ha la luminosità giusta. Tutti questi accorgimenti, giustificheranno una richiesta leggermente più alta rispetto ad immobili simili al vostro in zona, ma mal presentati, inoltre metterete il potenziale acquirente nella condizione di non poter chiedere uno sconto eccessivo. Fra l’altro noi come agenzia, abbiamo appena chiuso una vendita di un immobile attuando questi accorgimenti, €uro 4.000 in meno della richiesta, che era di € 169.000.
(Vedi immagine al fondo).

Raccolta dei documenti

Certo, presentare la casa in ottime condizioni è fondamentale, ma non da meno è l’importanza della raccolta dei documenti, prima di pubblicare gli annunci di vendita della vostra casa. Il potenziale acquirente, nel caso fosse interessato, vorrà visionare tutti i documenti prima di farvi una proposta d’acquisto, non potete farvi cogliere impreparati, non date certamente un buon segnale al cliente. Il fatto di creare un “box casa”, vi metterà in una condizione di favore agli occhi del potenziale interessato, quindi procuratevi i seguenti documenti:- Atto di Provenienza dell’immobile- Atto di Mutuo (nel caso ci sia un mutuo aperto)- Documentazione attestante il regolare pagamento delle rate del Mutuo- Visura Catastale Storica- Visura Ipotecaria- Planimetria Catastale- Attestato di Prestazione Energetica (obbligatoria fin dalla pubblicità)- Spese Condominiali e ultimi due verbali dell’assemblea Condominiale- Autorizzazioni Edilizie/Sanatorie/Condoni- Dichiarazioni di Conformità degli Impianti- Certificato di Agibilità/Abitabilità.

Fai da te o Agenzia Immobiliare? 

Sicuramente se si ha molto tempo a disposizione e si è abbastanza ferrati in materia, si può può tentare la strada della trattativa fra privati, oppure, l’alternativa è di rivolgersi ad un’agenzia immobiliare. Qual’è la differenza? Se fate da soli dovrete gestire tutto voi, dalla preparazione dell’immobile per la vendita, alla raccolta dei documenti, dal Marketing Immobiliare fotografie comprese, al ricevimento delle telefonate, dal gestire gli appuntamenti di visita, alla gestione della trattativa, insomma un vero e proprio lavoro! Certo, se uno ha tempo e capacità negoziali, può farlo tranquillamente. Ma verrà pur sempre a mancare un requisito fondamentale che l’agente immobiliare ha, che è l’imparzialità! Rappresenta l’elemento più importante in una possibile trattativa, in quanto molto sovente, Venditore e Acquirente, non riescono ad accordarsi, facendo saltare la vendita, proprio per la mancanza, consentitemi il termine, di un “Arbitro”, che quasi sempre risulta determinante nel condurre la trattativa, o se preferite la partita! Più che altro, qualora doveste decidere di affidarvi ad un’agenzia immobiliare, prendete informazioni circa l’operato della stessa, prima di conferire un incarico di vendita. Un modo per prendere informazioni rapide su di esse, sono le recensioni, anche perché in molti hanno una pagina facebook o una vetrina su Google, dove potrete leggere le recensioni lasciate dai clienti.

La Valutazione dell’immobile

Valutare correttamente l’immobile prima di metterlo in vendita, è sicuramente il passo più delicato da attuare, perché il Valore di Mercato dello stesso, quasi mai viene azzeccato dal venditore privato, mi dispiace dirlo ma è la pura verità! Per chi vuole un documento redatto da un valutatore professionista, il costo è di qualche centinaio di euro. Molti privati invece, procedono da soli, tramite l’uso dei principali portali di annunci immobiliari, arrivando a verificare la quotazione media al metro quadrato del luogo, in alcuni casi anche della zona, ma magari senza verificare diverse caratteristiche, sia estrinseche che intrinseche della zona e dell’immobile oggetto di valutazione. Le ultime statistiche a livello nazionale, ci dicono che, la vendita di un immobile, avviene mediamente ad una differenza di prezzo, che oscilla fra il 10% e il 15% rispetto al prezzo iniziale, anche se molte volte si arriva fino ad una differenza di oltre il 20% dal prezzo di partenza e, magari dopo essere stai sul mercato per uno o due anni e, dopo vari ribassi di prezzo. Il più delle volte, l’errore più comune che commette il Venditore, è di dare al proprio immobile un valore non veritiero, frutto esclusivamente di indagini superficiali e non oggettive, senza contare che non essendo imparziale, dà all’immobile un Valore che non c’entra nulla con la stima immobiliare, il cosiddetto Valore Affettivo! Pensate che a chi compra interessi quest’ultimo Valore? Mi sembra palese che la risposta sia assolutamente negativa. Riguardo alla richiesta di partenza, per evitare di rimanere troppo tempo sul mercato, il mio consiglio è di mettere in vendita l’immobile il più possibile vicino al Reale Valore di Mercato. Secondo il mio parere, bisogna lasciare un margine minimo di trattabilità, in questo modo si guadagnerà tempo, realizzando la stessa somma che magari si andrà a realizzare dopo oltre un anno dalla messa in vendita, partendo da una richiesta più alta. Quindi, occhio alla richiesta di partenza, in quanto risulterà essere un elemento determinante nella vendita della vostra casa.

Il Marketing Immobiliare

Basta un cartello fuori dal portone per vendere una casa? Una volta probabilmente bastava quello! Oggi seppur importante metterne uno, il più delle volte non basta e, se avete un diamante e lo tenete nascosto non lo venderete mai! E’ importante mettere in atto un piano di marketing immobiliare, che copra sia la zona di ubicazione, sia che arrivi ai clienti che cercano da altre località. Bisogna investire in campagne di web marketing come Google Adwords, Facebook ADS, pubblicizzare sulle riviste specializzate dedicate agli annunci immobiliari, sui portali immobiliari più cliccati, sui social network, insomma un piano di marketing che ha come unico scopo, quello di arrivare al cliente che poi comprerà il vostro immobile. Inutile dirvi che una buona agenzia immobiliare oltre a tutto ciò, possiede un portafoglio clienti sempre aggiornato, oltre che un metodo per fare tutto ciò, senza contare che a volte il cliente giusto potrebbe essere già lì, in banca dati, pronto ad acquistare un immobile come il vostro! Sperando di esservi stato d’aiuto con questo articolo, vi auguro in bocca al lupo per la vendita del vostro immobile!

Pinerolo li 27/03/2018
Ore 16.20


Sabino Grimaldi
Agente Immobiliare

Tel. 339704727


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mercoledì 2 agosto 2017

QUALI SONO LE SPESE ACCESSORIE QUANDO SI ACQUISTA CASA?


Quando si decide di acquistare casa, ci si concentra spesso solamente sul prezzo dell’immobile scelto, ma ahimè, oltre al prezzo che si andrà a pagare per quell’immobile, bisogna tenere conto di alcune spese accessorie che ai più inizialmente sfugge.
Vediamo quali sono queste spese :

AGENZIA ( se acquistate mediante agenzia immobiliare )
NOTAIO ( obbligatorio )
IMPOSTE ( obbligatorie )
MUTUO ( se non si possiede la liquidità necessaria )


AGENZIA

Quando per comprare un'immobile, ci si avvale del servizio di un'agenzia immobiliare bisogna mettere in conto il pagamento della provvigione da riconoscere alla stessa, che solitamente non dovrebbe superare il 3% oltre IVA ( così come definito per uso e consuetudine dalle Camere di Commercio) del prezzo di acquisto, salvo diversi accordi. La maggior parte delle agenzie per esempio, per tutte le vendite effettuate sotto € 100.000 applicano una tariffa minima di € 3.000, in quanto il lavoro e l’investimento pubblicitario, non cambiano rispetto alla vendita di un immobile dal costo più elevato.
NOTAIO

Le spese relative al Notaio, sono inevitabili, in quanto il suo apporto alla conclusione definitiva del contratto traslativo è imprescindibile. Quando si acquista casa, oltre all’atto traslativo dell’immobile in oggetto, se si richiede un mutuo, si dovrà stipulare anche l’atto di mutuo con la banca erogante, quindi in questo caso gli atti da saldare al Notaio saranno due! L’onorario notarile per la compravendita ed il mutuo è direttamente proporzionale rispettivamente al prezzo dell'immobile indicato in atto e all'ipoteca che verrà iscritta a garanzia del mutuo, che solitamente è pari al doppio dell'importo del mutuo richiesto. Maggiore è il prezzo dell'immobile, come maggiore è l'importo del mutuo, più elevata sarà la spesa notarile. ( es. su un immobile venduto ad € 100.000, il Notaio per i due atti chiederà una cifra di circa € 2.500 ). Ovviamente a ciò vanno aggiunte, come già detto sopra, le imposte.
IMPOSTE

Se si acquista casa da venditore privato (non società/costruttore) bisogna pagare l’imposta di registro sul valore catastale dell’immobile in questione, oltre alle imposte ipotecarie e catastali. Se si acquista usufruendo delle agevolazioni prima casa l’imposta di registro sarà del 2% sul Valore Catastale, ( es. prezzo di acquisto € 160.000, valore catastale € 100.000, imposta di registro € 2.000 ) mentre se si acquista come seconda casa l’imposta sarà del 9% (es. prezzo di acquisto € 160.000, valore catastale € 100.000, imposta di registro € 9.000 ). Le imposte ipotecarie e catastali saranno di € 50,00 cad. per un totale di € 100,00. Se invece ci troviamo ad acquistare un immobile da società, come nel caso classico di immobile comprato dal costruttore, si pagherà l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto). Se l’acquisto viene fatto usufruendo delle agevolazioni prima casa, l’IVA da versare sarà del 4% sul prezzo di acquisto ( es. prezzo di acquisto € 100.000, IVA € 4.000). Se l’acquisto viene effettuato come seconda casa, l’IVA da versare ammonterà al 10% ( es. prezzo di acquisto € 100.000, IVA € 10.000). In caso di acquisto di immobili di lusso da costruttore, l’IVA da versare sarà del 22% ( es. prezzo di acquisto € 100.000, IVA € 22.000). In questi casi le imposte di registro, ipotecarie e catastali ammontano ad € 200,00 cad. per un totale di € 600,00.


MUTUO

Qualora per acquistare un immobile si è costretti a richiedere un mutuo, bisogna tenere conto di alcune spese legate allo stesso. Per istruire una pratica di mutuo, solitamente la banca vi chiederà le spese d’istruttoria della pratica, che di solito si può aggirare dall0 0,1 allo 0,5% dell’importo erogato, a seconda della banca interpellata. Inoltre, la cifra che si andrà a richiedere sarà soggetta ad un’imposta sostitutiva dello 0,25% nel caso di acquisto agevolato come prima casa, altrimenti se così non fosse, l’imposta sostitutiva ammonta al 2% dell’importo finanziato. Un’altra spesa relativa alla richiesta del mutuo, è l compenso spettante al Perito, il quale farà un sopralluogo per periziare l’immobile oggetto di acquisto. Tale compenso solitamente non dovrebbe superare € 300. L’ultima spesa obbligatoria in merito, spetta al costo dell’assicurazione incendio e scoppio, la quale per esempio, su un mutuo di € 100.000 non dovrebbe superare € 400, per una durata ventennale. Ricapitolando, nel caso di una richiesta di mutuo di € 100.000, per l’acquisto della vostra prima casa, le spese totali ammonterebbero ad un massimo di € 1450.

Abbiamo calcolato tutti i costi da sostenere nel caso in cui si vada direttamente in atto. In caso di accordo fra le parti per la stipula di un preliminare di compravendita ( compromesso), a questi costi bisogna aggiungere le spese di registrazione dello stesso, consistenti in € 200 di imposta di registro fissa, oltre all’imposta proporzionale dello 0,5% in caso di caparra confirmatoria e del 3% se a titolo di acconto. A questo bisogna aggiungere una marca da bollo di € 16,00 per ogni copia registrata ( minimo due copie ).

Pinerolo li 02/08/2017Ore 16.45

Sabino Grimaldi

Tel. 339.7104727 





mercoledì 22 febbraio 2017

LA RELAZIONE TECNICA NOTARILE IN CASO DI TRASFERIMENTO IMMOBILIARE

In questo articolo affronto il tema riguardante la Relazione Tecnica Notarile (RTN), documento necessario ed indispensabile in alcune regioni italiane, affinché il Notaio possa rogitare. Già! Tale relazione è richiesta solo in alcune regioni, mentre nella restante gran parte dello stivale non è richiesta. Perché non uniformarsi a livello nazionale direte voi? Ad oggi non se ne conoscono le ragioni, ma credo che a breve questa prassi possa divenire obbligatoria. D’altronde già il DL 78/2010, poi convertito in Legge 122/2010, relativamente agli atti pubblici e alle scritture private autenticate tra vivi, aventi ad oggetto trasferimento, costituzione o scioglimento di comunione di diritti reali su unità immobiliari urbane, che costituiscano fabbricati già esistenti, prescrive che gli atti debbano contenere: l'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in Catasto, la dichiarazione resa dall'intestatario della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, o in alternativa l'attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Ricordo che in mancanza è prevista la sanzione della nullità. Ci tengo a precisare che ciò che scriverò, ha esclusivamente l’obiettivo di sensibilizzare ed informare i lettori, circa l’importanza di tutelarsi nel caso in cui ci si dovesse ritrovare coinvolti in operazioni di trasferimento immobiliare. Lo sappiamo tutti, acquistare una casa è un passo importante nella vita di ognuno, ciò richiede mille accortezze, anche perché le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Cos’è quindi la RTN? Non è altro che una certificazione di conformità amministrativa, urbanistica e catastale, che ha inoltre lo scopo di tutelare le parti nel caso in cui avvenga un trasferimento immobiliare. Ma cosa bisogna controllare bene prima di pervenire al Rogito Notarile? Come già detto, bisogna verificare la regolarità amministrativa, la regolarità edilizia e catastale, quindi controllare che lo stato dei luoghi corrisponda a quanto evidenziato sulla documentazione depositata prima in Comune e poi al Catasto. Tutto ciò è di fondamentale importanza per evitare brutte sorprese. Bisogna analizzare tutta la storia dell’immobile, per farvi un esempio, provate ad immaginare di dover creare una sorta di cartella clinica di un paziente, con tanto di esami fatti in passato, in questo caso però, il paziente è il nostro caro immobile! Ci troveremo a dover controllare le autorizzazioni edilizie: licenza edilizia, concessione edilizia o permesso di costruire; Dovremo controllare il progetto edilizio originario ed eventuale modifiche apportate all’immobile, di conseguenza la varie autorizzazioni, accertandoci che nulla sia stato fatto abusivamente. Ma l’immobile sarà in possesso del Certificato di abitabilità o di agibilità? Vi ricordo che tale certificato è di fondamentale importanza, anche alla luce delle ultime sentenze, infatti l’acquirente potrebbe chiedere legittimamente o la risoluzione del contratto, o l’adempimento dello stesso qualora abbia interesse all’acquisto, fermo restando la possibilità di richiedere il risarcimento dei danni. Bene! Voi adesso penserete, ma qual’è il problema? Tanto ci pensa il Notaio a controllare tutto, è lui che mi garantisce in fase di Rogito! Ho una brutta notizia, purtroppo non è così, il Notaio si limita a far dichiarare alla parte venditrice circa la veridicità dei documenti, oltre a fargli dichiarare la conformità edilizia e catastale in atto. Ma il venditore è in grado di riconoscere eventuali difformità o abusi? E l’acquirente è in grado? Ahimè, quasi mai! La legge non impone al Notaio, la responsabilità sulla effettiva regolarità tecnica ed amministrativa dell'immobile, difatti tale esclusione di responsabilità verrà riportata anche in atto. Il notaio non ha le competenze tecniche per valutare la regolarità urbanistica, quindi voi mi direte, allora come bisogna comportarsi? Molto semplice, come già detto, così come avviene in alcune regioni italiane ( ad oggi mi risultano Toscana ed Emilia Romagna ), bisogna farsi seguire da un consulente esperto in materia edilizia, sia esso un geometra, un architetto o un ingegnere, il quale controllerà per voi le carte, richiedendo un accesso agli atti nel Comune di ubicazione dell’immobile, egli analizzerà tutti i documenti, confronterà quanto in suo possesso con la reale situazione di fatto, la situazione catastale e, provvederà a firmarvi un documento che ne attesti la regolarità edilizia, amministrativa e catastale. Ritengo che anche noi come Agenti Immobiliari, dovremmo iniziare ad informare la parte venditrice dell’importanza della RTN e, anche se ad oggi la Legge non ce lo impone, credo che abbiamo il dovere morale e professionale d’informare il cliente di tale possibilità, proprio per evitare possibili contenziosi post atto, inoltre in questo modo puntiamo a fornire fra le altre, una consulenza a 360° al cliente, candidandoci al ruolo di “consulente immobiliare”, tanto in auge in questo momento. Ormai credo che non manchi molto all’applicazione di tale prassi anche nelle altre regioni, quindi auspico che a breve anche i Notai piemontesi comincino a richiedere la RTN e, che senza della stessa non pervengano al Rogito. A voler essere precisi, tale attività dovrebbe essere fatta già al momento della messa in vendita dell’immobile, in modo da arrivare alla firma del preliminare di compravendita, sapendo che si sta acquistando un immobile assolutamente conforme! Mi viene da pensare ai molti venditori privati che cercano di vendere il proprio immobile, non essendo informati sull’importanza della regolarità urbanistica e catastale, e agli ignari acquirenti che magari si trovano a versare una somma a titolo di caparra confirmatoria alla stipula del preliminare di compravendita, non sapendo in quale situazione delicata rischiano di trovarsi. Ma vediamo nel dettaglio, cosa bisogna controllare prima di porre in vendita il nostro caro immobile.

REGOLARITA’ URBANISTICA

E’ il primo passo da fare, proprio perché trattasi di un titolo autorizzativo.
In ordine cronologico, il titolo può avere nomi differenti:
  • Licenza edilizia ( costruzioni edificate prima del 1977)
  • Concessione edilizia (costruzioni edificate fra il 1977 ed il 2003)
  • Permesso di costruire ( costruzioni edificate dopo il 2003)
  • Concessione in sanatoria ( costruzioni edificate in modo difforme o senza titolo, poi condonati)
Per quanto riguarda le costruzioni edificate prima del 1 Settembre 1967, seppur utile verificarne la regolarità urbanistica, sono liberamente commerciabili a condizione che nell’atto risulti inserita una dichiarazione sostitutiva di atto notorio di parte venditrice. Ovviamente questi controlli vengono fatti per poter eventualmente provvedere a sanare eventuali abusi o difformità, sempre che gli stessi siano sanabili, di qui l’importanza dei controlli prima della firma del preliminare di compravendita.

REGOLARITA’ CATASTALE

Il catasto ormai gestito dall'Agenzia delle Entrate, è in possesso di dati relativi al patrimonio immobiliare nazionale. Esso ha una funzione prettamente fiscale, il Catasto italiano non è probatorio. Come già detto, dal 1 Luglio 2010 con l’avvento del DL 78/2010, è obbligatorio nel Rogito dichiarare la conformità catastale, cioè bisogna dichiarare la corrispondenza tra lo stato di fatto e quanto depositato in catasto. Alcune irregolarità sono molto frequenti, ma possono essere risolte con un costo contenuto mediante pratiche come ad esempio la DIA o la CILA. Queste pratiche vanno presentate in Comune, dopo di che si effettua la variazione catastale, in modo che lo stato urbanistico, quello catastale e lo stato di fatto, coincidano sempre.

ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA (APE)

E’ stato introdotto dal D.lgs 192/05, ed è un documento obbligatorio che dev’essere allegato all’atto notarile e consegnato all'acquirente al momento del Rogito. Prima di porre in vendita un immobile, è necessario richiedere l'APE, in modo che eventuali acquirenti possano valutare il consumo del riscaldamento, i costi di produzione di acqua calda e, dal 1 Ottobre 2015 anche di raffrescamento e di elettricità. La scala delle classi che permette la valutazione della qualità energetica va dalla lettera “A” (edificio a basso consumo) fino alla lettera “G” (edificio ad alto consumo). Il valore di riferimento è l'IPE (indice di prestazione energetica).

CONFORMITA’ DEGLI IMPIANTI

La certificazione di conformità degli impianti viene rilasciata dall'impresa che ha realizzato gli impianti nell’immobile. Questo documento è normato dal DM 37/08, precedentemente Legge 46/90, e può essere sostituito dalla DIRI (Dichiarazione di Rispondenza). Il certificato di conformità degli impianti, nonostante sia fondamentale per ottenere il certificato di agibilità, non va allegato all’atto, ma può essere consegnato direttamente alla parte acquirente.

CERTIFICATO DI AGIBILITA’

Attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici. Questo certificato permette di verificare il rispetto di tutte le normative edilizie ed urbanistiche. Prima di una eventuale proposta di acquisto, l'acquirente può richiedere di visionare il certificato di agibilità, nel caso l’immobile ne fosse sprovvisto, la parte acquirente dev’essere correttamente informata.

ATTI DI PROVENIENZA E VISURE IPOTECARIE

Questi controlli, a differenza dei precedenti aspetti tecnici, sono solitamente svolti dal notaio, il quale ricostruisce i vari passaggi che hanno portato ad essere il venditore, l’attuale proprietario dell’immobile. La visura ipotecaria serve ad accertarsi che nei registri immobiliari, la proprietà non sia gravata da vincoli o altri pregiudizievoli e che il venditore è il legittimo proprietario.

SPESE CONDOMINIALI

Bisogna essere sicuri che siano state pagate tutte le rate del condominio, dell’anno precedente e quello in corso e, che non vi siano delibere di lavori straordinari da pagare, in tal caso è necessario accordarsi su chi debbano ricadere tali spese. Salvo diversi accordi le spese condominiali per lavori straordinari deliberati prima del Rogito, restano a carico del venditore. Per tutelarsi bisogna farsi rilasciare una dichiarazione dell'amministratore che attesti la regolarità dei pagamenti.


Pinerolo li 22/02/2017
Ore 17.28 
Sabino Grimaldi
Tel. 339.7104727

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